Chi era Olimpia Morata

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Olimpia Morata
cultura umanistica e Riforma protestante tra Ferrara e l'Europa
Olimpia Morata "puella supra sexum ingeniosa"
Nata nel 1526, figlia del noto umanista Fulvio Pellegrino Morato, Olimpia ricevette una compiuta e raffinatissima formazione classica che la fece accogliere, su raccomandazione di Celio Calcagnini, dalla duchessa Renata di Francia come compagna di studi della figlia Anna. Alla corte di Ferrara Olimpia entrò in contatto con un ambiente percorso da forti tensioni e inquietudini religiose e frequentato da personaggi di primo piano della Riforma protestante, come Giovanni Calvino e Clément Marot. Quando, sul finire degli anni ’40, si addensarono i sospetti dell’Inquisizione intorno alle tendenze eretiche di Renata e i “familiari” della duchessa cominciarono ad allontanarsi da Ferrara, Olimpia, ormai passata alla Riforma e coinvolta in oscure accuse, sposò all’inizio del 1550 il medico tedesco Andrea Grundler, conosciuto a corte, e abbandonò l’Italia.

All'amico Curione, che si era stabilito a Basilea, scrisse di sperare di aver la possibilità di risiedere nella città svizzera ma di non aver intenzione di tornare in Italia: «Tu sai certamente quanto sia difficile essere cristiani laggiù in mezzo all'Anticristo. Credo che tu abbia sentito di Fanini [...] È stato impiccato, il suo corpo è stato bruciato sul rogo e le sue ceneri sono state gettate nel Po».

Dalla corrispondenza di Olimpia, appare la sua passione, ormai prevalente, per la teologia; manda libri di Lutero a Lavinia della Rovere e con Pier Paolo Vergerio si preoccupa per le controversie che agitano il mondo protestante.

Le guerre imperialistiche e religiose condotte dai principi tedeschi coinvolsero anche Schweinfurt, che fu saccheggiata e incendiata; La famiglia di Olimpia fuggì a Heidelberg nel 1554. Da qui, l’8 agosto 1554 Olimpia scrisse a Cherubina Orsini: «Vorrei che aveste visto come io era scapigliata, coperta di stracci, ché ci tolseno le veste d’attorno, e fuggendo io perdetti le scarpe, né aveva calze in piede, sì che mi bisognava fuggire sopra le pietre e i sassi [...] al fine semo venuti a stare in questa città di Heidelberg, nella qual il mio consorte è stato fatto lettore pubblico nella medicina».

Mentre il marito insegnava medicina all’Università, Olimpia insegnò privatamente latino e greco. Mentre a Heidelberg infuria la peste, nel 1555 scrisse ancora al Curione l’ultima lettera che ci è conservata di lei, ove ella stessa scrive di sentirsi prossima alla morte. La sua vita di esule in Germania durò poco: scossa dalle drammatiche esperienze belliche di cui fu testimone e spossata dalla malattia, morì nel 1555 a Heidelberg. Lasciava, però, una serie di opere in latino e soprattutto un corpus di lettere, di cui Celio Secondo Curione curerà la stampa presso Pietro Perna a Basilea, che testimoniano non soltanto la fitta rete di amicizie e solidarietà che si era intrecciata durante l’esilio tra intellettuali italiani ed europei della comunità umanistica, ma anche la coerenza e la forza con la quale la giovane ferrarese, pur attraverso le durissime prove dell’esilio, si mantenne salda nella sua nuova fede.

Associazione culturale OLIMPIA MORATA

Sede sociale

Spazio d'Arte L’ALTROVE

Via De Romei 38 - 44121 Ferrara

www.associazioneolimpiamorata.jimdo.com

 

Ricordando con infinito affetto l'amica e socia onoraria, prima Presidente dell'Associazione, MARTA DOMENEGHETTI MALAGUTTI, cara e cordiale scrittrice e poetessa, ricercatrice storica sensibile e raffinata, sta organizzando un CONCORSO di POESIA e RACCONTI in omaggio e a ricordo dell'illustre amica e socia PER FINE 2012 INIZIO 2013.

 

La Presidente a tutti i soci