Chi era Olimpia Morata
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All'amico Curione, che si era stabilito a Basilea, scrisse di sperare di aver la possibilità di risiedere nella città svizzera ma di non aver intenzione di tornare in Italia: «Tu sai certamente quanto sia difficile essere cristiani laggiù in mezzo all'Anticristo. Credo che tu abbia sentito di Fanini [...] È stato impiccato, il suo corpo è stato bruciato sul rogo e le sue ceneri sono state gettate nel Po».
Dalla corrispondenza di Olimpia, appare la sua passione, ormai prevalente, per la teologia; manda libri di Lutero a Lavinia della Rovere e con Pier Paolo Vergerio si preoccupa per le controversie che agitano il mondo protestante.
Le guerre imperialistiche e religiose condotte dai principi tedeschi coinvolsero anche Schweinfurt, che fu saccheggiata e incendiata; La famiglia di Olimpia fuggì a Heidelberg nel 1554. Da qui, l’8 agosto 1554 Olimpia scrisse a Cherubina Orsini: «Vorrei che aveste visto come io era scapigliata, coperta di stracci, ché ci tolseno le veste d’attorno, e fuggendo io perdetti le scarpe, né aveva calze in piede, sì che mi bisognava fuggire sopra le pietre e i sassi [...] al fine semo venuti a stare in questa città di Heidelberg, nella qual il mio consorte è stato fatto lettore pubblico nella medicina».
Mentre il marito insegnava medicina all’Università, Olimpia insegnò privatamente latino e greco. Mentre a Heidelberg infuria la peste, nel 1555 scrisse ancora al Curione l’ultima lettera che ci è conservata di lei, ove ella stessa scrive di sentirsi prossima alla morte. La sua vita di esule in Germania durò poco: scossa dalle drammatiche esperienze belliche di cui fu testimone e spossata dalla malattia, morì nel 1555 a Heidelberg. Lasciava, però, una serie di opere in latino e soprattutto un corpus di lettere, di cui Celio Secondo Curione curerà la stampa presso Pietro Perna a Basilea, che testimoniano non soltanto la fitta rete di amicizie e solidarietà che si era intrecciata durante l’esilio tra intellettuali italiani ed europei della comunità umanistica, ma anche la coerenza e la forza con la quale la giovane ferrarese, pur attraverso le durissime prove dell’esilio, si mantenne salda nella sua nuova fede.
Associazione culturale OLIMPIA MORATA
Sede sociale
Spazio d'Arte L’ALTROVE
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Ricordando con infinito affetto l'amica e socia onoraria, prima Presidente dell'Associazione, MARTA DOMENEGHETTI MALAGUTTI, cara e cordiale scrittrice e poetessa, ricercatrice storica sensibile e raffinata, sta organizzando un CONCORSO di POESIA e RACCONTI in omaggio e a ricordo dell'illustre amica e socia PER FINE 2012 INIZIO 2013.
La Presidente a tutti i soci
« Non lasciamoci affliggere dagli uomini, perché che cos'è l'uomo se non un'ombra fuggevole, una foglia trasportata dal vento, un fiore che avvizzisce, un fumo che si dissolve? »
( Olimpia Morata a Lavinia della Rovere, Heidelberg, agosto 1554)

